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la Conoscenza non riempie un vaso….accende un fuoco

Dea Bianca…Dea Nera III

Gli elementi irrazionali, che l’uomo sta tuttora tentando di soggiogare, sono gli stessi che stiamo reimparando ad abbracciare nella scienza contemporanea e nelle arti.
La sotterranea Dea Nera sta riemergendo, per diventare la cathedra della mente creativa: un fenomeno iniziato nei Romanticismo degli inizi del 1800 e che ora sta prendendo sempre più corpo.
Stiamo ricominciando a percepire la vita come un fatto più sincronico che causale, sequenziale; più impiegabile che spiegabile.
È una visione apparentemente caotica alla quale siamo giunti proprio perché il razionalismo ci ha portato sull’orlo dell’estinzione, come risultato della determinazione della mente a ridurre in schiavitù la materia. Continua a leggere “Dea Bianca…Dea Nera III”

Occupational Therapy: lavorare con le mani, il cuore, la mente

 

Di cosa parlo? Della Terapia Occupazionale, una branca molto importante delle terapie che promuovono la salute, sia prevenendola che curandola e lo faccio oggi, perché il 27 ottobre è la giornata mondiale di questa professione meravigliosa.

La salute che parte dalla prevenzione e che qualche volta porta l’individuo in riabilitazione, è dominio della Terapia occupazionale, arte medica, molto antica anche se poco conosciuta, forse anche per il suo nome confondente. Ho dovuto smettere di rispondere alla domanda che lavoro fai, con faccio la Terapista Occupazionale, per non dover ascoltare la solita risposta “Ah…e cosa fai?…trovi lavoro alle gente?”

Così ho pensato a come spiegare il mio lavoro prima di dire che lavoro faccio, marcando prima le immagini sul cuore della materia e poi dandogli un nome, contestualizzando la spiegazione sull’origine; non si chiamava certo Terapia Occupazionale ma Ergoterapia, come la Fisioterapia e la Logopedia, ma poi…poi il nome cambia rotta, diventa Occupational Therapy, che tradotto in italiano diventa ancora più ingrato.

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Dea Bianca…Dea Nera II

Mentre la Vergine Nera “moriva”, sorgeva la Morte Nera, che nel XIV secolo devastò l’Europa. Già nel 1361 aveva ucciso metà della popolazione: l’equivalente di un olocausto nucleare.
La peste ebbe un impatto terribile sulla psiche e sul successivo sviluppo del mondo occidentale. Per quanto abituata ad accettare i misteriosi propositi divini, la gente non poteva non chiedersi il perché di una prova così difficile e di così vaste proporzioni: era un atto deliberato e gratuito di Dio o lui non c’entrava? in tal caso, di chi era opera?
Un profondo “terremoto interiore” cominciò a scrollare dalle fondamenta principi fino ad allora ritenuti assoluti.

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Dea Bianca…Dea Nera I

Dal ritorno dei crociati, che portarono in Europa, fra gli altri tesori, numerose e squisite statue di Iside, la nostra storia sembra essersi svolta all’insegna ora della Dea Bianca, ora della Dea Nera, in un “pendolare” lacerante.
Comprendere ciò può aiutarci ad essere più consapevoli. Continua a leggere “Dea Bianca…Dea Nera I”

I Grandi Iniziati: Pitagora 15 Morte e Anima

La tua zattera

“Supponiamo, disse, che un uomo sia di fronte ad un grande fiume e deve attraversarlo per raggiungere l’altra riva, ma non c’è una barca per farlo, cosa farà?”

Taglia alcuni alberi, li lega insieme e costruisce una zattera.

“Quindi si siede sulla zattera e usando le mani o aiutandosi con un bastone, si sposta per attraversare il fiume. Una volta raggiunta l’altra sponda cosa fa?

“Abbandona la zattera perché non ne ha più bisogno.

“Quello che non farebbe mai, pensando a quanto gli era stata utile, è caricarla sulle spalle e continuare il viaggio con lei sulla schiena.

“Allo stesso modo, i miei insegnamenti sono solo un mezzo per raggiungere un fine, sono una zattera che vi trasporterà sull’altra riva.

Non sono un obiettivo in sé, ma un mezzo per ottenere l’illuminazione”. Continua a leggere “La tua zattera”

I Grandi Iniziati: Pitagora 14 Anime

Roger Penrose rilancia: La coscienza è un effetto quantistico

Cosa ci rende degli esseri coscienti?

Quello della natura della coscienza è uno dei grandi enigmi scientifici irrisolti, origine di un vasto e complesso dibattito. Una tra le principali questioni che dividono è, se la coscienza sia un semplice sottoprodotto, dei processi di elaborazione dell’info, e quindi, in linea di principio, riproducibile anche su un computer o se, invece, derivi da caratteristiche specifiche del cervello.
Tra i propugnatori della seconda tesi c’è l’insigne matematico Roger Penrose, che nel 1989, sosteneva la tesi secondo cui la coscienza sarebbe il prodotto di effetti di tipo quantistico (e quindi di tipo probabilistico e non interamente determinato).
La tesi di Penrose è stata criticata da varie parti, dato che il cervello era ritenuto inadatto al verificarsi di effetti quantistici. Quest’ultima critica, tuttavia, è stata superata dalla scoperta che, vari meccanismi, dall’olfatto alla fotosintesi, sono influenzati dalla meccanica quantistica.
Ora Penrose rilancia l’ipotesi secondo cui, la coscienza sarebbe basata su vibrazioni quantistiche, nei microtubuli all’interno dei neuroni cerebrali. Tali vibrazioni non sono un’ipotesi, ma sono state effettivamente osservate nel cervello. Inoltre, le vibrazioni quantistiche dei microtubuli possono essere messe in relazione con ritmi elettroencefalografici finora non spiegati, a dimostrazione della loro influenza sui processi cerebrali.
Penrose sottolinea che la sua teoria può essere in accordo sia con coloro che ritengono che la conoscenza sia un prodotto dell’evoluzione, sia con chi pensa invece che la coscienza sia una proprietà dell’Universo e preesista alla coscienza umana.

Languishing…il regalo del 2021

C‘era una volta la malinconia, quel malessere esistenziale che ha ammantato la fine dell’Ottocento, soprattutto grazie a Baudelaire, il più alto cantore di questo sentimento, che, quanto a inquietudine, si accompagna a Leopardi.
Però nessuno oggi si azzarderebbe a utilizzare la malinconia per spiegare il nuovo disagio psicologico provocato dalla pandemia. Ora quel termine, così datato, è sostituito dal languishing languire, in opposizione al flourishing, per indicare due stati esistenziali opposti. Nel flourishing (da flow, flusso) si ha la condizione positiva della mente, in grado di avere un rapporto attivo con la realtà, di realizzarsi e provare benessere. Languire è l’opposto. L’abulia, l’intorpidimento, lo stato di vuoto, di chiusura al mondo. Continua a leggere “Languishing…il regalo del 2021”

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